La malattia passionale

Le passioni sono malattie spirituali che appaiono come il prodotto dell’invenzione dell’uomo.
Queste sono divenute come un’abitudine e una predisposizione inveterata, come una seconda natura.
Mentre le virtù costituiscono il funzionamento secondo natura e servivano a orientare ed elevare l’uomo verso Dio, le passioni, al contrario, sono come un funzionamento contro natura, distolto dalla finalità naturale e normale.
L’anima che si lascia andare a movimenti passionali è dichiaratamente fuori dalla sua natura, non è più guidata da ciò che le è proprio ma dalla malattia che si è aggiunta ed è estranea alla sua salute.
L’uomo si ferì con il suo stesso libero arbitrio, ma una volta ferito non fu capace di recuperare la salute della sua natura. Egli, negando Dio attraverso l’amore esclusivo di se’, bastò a se stesso per rovinarsi. In questo modo aprì la porta alle malattie passionali facendosi il male più grande, introducendo nella propria natura molestie, turbamenti e sofferenze di ogni genere.
Da quel momento non percepì più il legame trascendente che unisce gli uomini.
L’altro cominciò ad essere visto come un concorrente, un rivale nell’affermazione di se stesso e nella ricerca del piacere. E’ proprio questo amore malato di se’ che fece volgere gli uni contro gli altri, infatti si vedono ovunque: opposizioni, divisioni, rivalità, invidie, gelosie, discordie, inimicizie, litigi, aggressività, arroganza e tutte quelle manifestazioni delle malattie passionali.
Dio volle prescrivere all’uomo, quando era ancora sano, la virtù; se l’avesse praticata non avrebbe contratto le malattie passionali. Per non aver dato ascolto al consiglio si indebolì, cadde infermo e divenne portatore di malattie spirituali.
E’ così che l’uomo peccando dimostra di amare la sua malattia, non la sua salute.


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