29 dic
Patologia dell’appagamento
L’uomo, pienamente appagato da Dio, era destinato a godere dei beni sensibili, ma a gioirne spiritualmente, invece, decaduto si è messo a desiderare le creature e a volerne godere in se stesse egoisticamente al di fuori di Dio. Ciò che l’uomo chiama godere, è godere del malfare, perché cerca e desidera malamente il bene. Cos’è questa pretesa di volere ciò che è buono mentre si è cattivi? Colui che non sa condurre la vita in modo spirituale concentra tutti i suoi sforzi nella carne e allontanandosi da Dio diventa cattivo.
Quale oggetto avvicinandosi alla luce diventa scuro? Dice la Verità: “qui sequitur me, non ambulabit in tenebris” … “chi segue me, non camminerà nelle tenebre” Gv 8,12. L’uomo lontano da Cristo è come un oggetto oscuro e freddo. Solo quando l’anima si avvicina a ciò che le è superiore acquista sapienza, virtù e amore.
Ora invece, tutti i desideri dell’uomo appaiono costituiti dalla decadenza e dal rivestimento patologico del desiderio naturale, e così si trova orientato contrariamente alla sua natura verso le cose corporali, per mezzo del piacere che agisce in lui. Questo desiderio del piacere è una malattia dell’anima.
L’uomo non ha più come scopo Dio, ma il proprio piacere, e non ha altra norma che l’amore carnale di se’. Considera gli esseri solo relativamente al grado del suo desiderio nei loro riguardi, infatti, deduce la loro importanza e il loro valore dall’intensità del piacere che può trarre da essi. Nello stato decaduto il piacere diventa il criterio del bene, e il mondo diviene una proiezione immaginaria dei desideri e le creature solo strumenti di godimento e mezzi per soddisfare le passioni.
Eccitando l’amore del piacere, l’uomo, inventa molteplici modi per godere, frutto e scopo dell’amore egoistico di se’, come dice S. Giacomo: “Non est ista sapientia desursum descendens, sed terrena, animalis, diabolica” … ”Non è questa la sapienza che viene dall’alto: è terrena, carnale, diabolica” Gc 3,15.
In questo modo la conoscenza dell’uomo, divenuta carnale, introduce confusione nella sua percezione della realtà, e non conoscendo più l’ordine dell’amore ama di più ciò che deve amare di meno, e ama di meno ciò che deve amare di più, giungendo ad amare ciò che non deve e lasciando di amare ciò che deve. L’intelligenza indotta in errore, non vede la trappola nascosta che immagina come un bene, e cade vittima di un’illusione pensando che il piacere sia il bene assoluto e vero. Questo modo di conoscere è ignoranza di tutto ciò che è buono e vero ed è chiamata conoscenza nuda perché spoglia di ogni conoscenza di Dio; per questo l’amore del piacere risulta una delle più gravi e importanti malattie spirituali dell’uomo decaduto e di nessuna utilità fondamentale perché non serve a far conseguire o realizzare il suo vero destino, come dice la Verità: “Spiritus est, qui vivificat, caro non prodest quidquam” … “È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla” Gv 6,63.
Reso selvaggio dall’amore al piacere distrugge la sua stessa natura; privo di discernimento e senza coscienza della sua perdizione, consegue l’accecamento nei riguardi della Verità che è il vero bene. Il bene diventa tutto l’opposto del bene, e il male tutto l’opposto del male. Questo stato in cui l’uomo confonde il bene e il male, e scambia l’uno per l’altro, è un delirio che fa ritenere incerte alcune cose che sono più chiare di quelle che si vedono con gli occhi. La conoscenza carnale colma, nell’uomo, il vuoto lasciato nell’intelletto dalla perdita della conoscenza spirituale.
L’attenzione dell’anima è fissa solo sulle apparenze superficiali e l’uomo si vota a ciò che gli appare migliore e non a ciò che lo è realmente; nutre desideri verso la materia e avendo distolto la sua intelligenza dalla Verità, sragiona, e si comporta in maniera insensata. Il desiderio rivoltato fa vivere l’uomo capovolto in un mondo al rovescio, in cui i valori sono capovolti e la carne più apprezzabile dello spirito: “Caro enim concupiscit adversus Spiritum, Spiritus autem adversus carnem” … “la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne” Gal 5,17.
Patologia dell'appagamento MP3
