11 dic
Itinerario della conoscenza
Dice la Verità: “Non necesse habent sani medico, sed qui male habent” … “Non hanno bisogno del medico i sani, ma i malati” Mc 2,17. Infatti, constatiamo che nell’uomo decaduto, la conoscenza è malata. La malattia consiste fondamentalmente nell’ignoranza di Dio. Il Sole c’è ma tu non lo vedi più, come dice la Verità: “Lux in tenebris lucet” … ”la luce splende nelle tenebre” Gv 1,5. E’ così che l’ignoranza ha portato l’uomo a difendere le sue cattive operazioni perché le tenebre sono dentro di lui. L’ignoranza di Dio è malattia e morte, la conoscenza è salute e vita dell’anima, infatti “conoscenza” è chiamata vita: “Haec est autem vita aeterna; ut cognoscant te solum Deum verum” … “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio” Gv 17,3. Chi ama la Verità può sperare di conseguire una conoscenza ed una informazione simili a quelle di Dio.
Pertanto tutti gli onesti ricercatori della Verità, per poter comprendere il senso profondo della dottrina di Cristo, devono voler imparare a vedere non solo le realtà fisiche con gli occhi del corpo, ma anche quelle spirituali con gli occhi interiori del pensiero.
Due sono, infatti, i modi di vedere: uno interiore e l’altro esteriore. Duplice è la conoscenza: corporale e spirituale. Una cosa è ciò che consente di vedere con gli occhi del corpo e ciò è limitato all’apparenza a all’azione del senso fisico, altro è ciò che da acutezza all’intelletto penetrando le cose occulte con significato mistico. Nel significato mistico è interiormente contenuta una grande forza, è la mistica visione che apparve esteriormente a Mosè nel roveto. Quel roveto era colmo del significato spirituale, la fiamma che Mosè vedeva era la presenza divina che l’uomo carnale non vede perché inchiodato solo alle cose visibili.
Fintanto che l’uomo rimane sottomesso alle passioni resta schiavo della realtà sensibile, la sola che costituisce l’oggetto della sua percezione. Sotto l’influsso dell’ignoranza della causa, l’uomo considera solo l’aspetto superficiale e visibile delle cose. Percepisce il mondo come una realtà chiusa in se stessa. Questa conoscenza comporta solo il grado più basso: quella degli esseri corporei. Il più alto grado della conoscenza è quella degli esseri invisibili, incorporei e intelligibili, come dice la Verità: “Beati mundo corde: quoniam ipsi Deum videbunt” … “Beati i puri di cuore, perchè vedranno Dio” Mt 5,8.
Ecco perchè solo l’uomo spirituale che si dedica alla contemplazione interiore avrà l’intelligenza di ciò che appare… l’intelligenza deificata.
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